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Procedura di restauro consigliata

1) Smontaggio della vespa.

L’importanza di un corretto smontaggio del veicolo è spesso sottovalutata. Le regole di base sono poche ma importanti:

– AMBIENTE PULITO – Un ambiente pulito e ordinato è l’ideale. Starete li per molto e quindi cantine strette e buie oppure box in cui tutte le sere bisogna effettuare il trasloco dei pezzi in uno scatolone non è l’ideale.

– SCATOLE, SCATOLINE, SACCHETTI – Il metodo migliore per non perderle nulla è di dividerle per provenienza di smontaggio e magari attaccargli sopa una etichetta adesiva fatta con il nastro di carta..

– ATTREZZI – Un piccolo set di chiavi(dalla 7 alla 22), oltre alla solita borsetta con cacciaviti, pinze ecc….

– ESAMINARE QUELLO CHE SMONTATE – Ogni componente che smontate va esaminato, se non è in ottime condizioni va restaurato e non sostituito con ricambi rifatti e magari di qualità scadente..

– NON BUTTARE VIA NIENTE – Mai buttare via nulla fino alla fine del lavoro, neanche se sono pezzi veramente messi male. Accertatevi prima di buttarlo di aver trovato il pezzo giusto per sostituirlo.

– SOSTITUITE TUTTA LA BULLONERIA E LE PARTI IN GOMMA – la maggior parte sono recuperabili direttamente in ferramenta, cambiate le guarnizioni, e tutto ciò che è in gomma.

– LE GUAINE E I CAVI – Le guaine e i fili vanno messi nuovi e del colore adeguato, rispettando la colorazione più scura per la prima marcia.  Le vecchie guaine  non gettatele, serviranno per  avere un misura orientativa delle nuove.

– FOTOGRAFIE – Un buon servizio fotografico fatto man mano che si procede con il restauro è ottimo per avere tutti riferimenti che vi serviranno per il rimontaggio. Procurarvi gli schemi e gli esplosi della carrozzeria e del veicolo (ormai facilmente reperibili su internet).

2) Sverniciatura

La sverniciatura può avvenire in due modi:

– Sabbiatura
– Spazzolatura a mano e sverniciatore

Il risultato finale è in linea di massima identico, se fatto con attenzione. Ma è da preferire la sabbiatura in quanto è possibile raggiungere zone non accessibili mediante spazzole o altri attrezzi. Noi vi consigliamo il nostro amico Pendenza srl a Bagni di Tivoli.

3) Lattoneria e stuccatura

Terminata la fase di sverniciatura e passato il primer epossidico abbiamo adesso una ottima base di partenza.  Per prima cosa si controlla se vale la pensa lavorare sulla pedana o cambiarla direttamente… molte volte conviene cambiarla, anche perchè è possibile cosi controllare anche lo stato del tunnel ed eventualmente ripararlo e sabbiarlo. le zone ridotte all’osso dalla ruggine non vanno riempite da stucco ma vanno sostituite e ricostruite con nuova lamiera e saldate. I bozzi piu’ grandi vanno ribattuti mediante l’uso di martelli adatti e tassi. Non esagerate con lo stucco (prendete il migliore in commercio), con il tempo si potrebbe lesionare o staccarsi. Correggete al meglio tutte le imperfezioni della carrozzeria, tenete presente che tutto cio’ che sembra “vedersi appena” una volta verniciato risulterà come una evidentissima imperfezione soprattutto in controluce. Il modo migliore è comunque quello di utilizzare i polpastrelli delle mani per sentire le “convessità o concavità” del telaio.

4) Verniciatura fondo

Prima di dare il fondo procurarsi:

– SOLVENTE ANTISILICONE – Viene utilizzato per pulire e sgrassare il telaio poco prima della verniciatura.

– ANTIRUGGINE ORIGINALE- E’ possibile mediante il riconoscimento del modello risalire al codice preciso di vernice e fondo. (tabelle presenti nel sito). Per una vespa basta 1 kg di antiruggine.

– VERNICE – Vale lo stesso discorso dell’antiruggine, cercare nelle apposite tabelle presenti nel sito. Per quanto riguarda la quantità consiglio 1 Kg (telai piccoli), la rimanenza fa comodo per i ritocchi o eventuali verniciature future.

– DILUENTE – da scegliere in base al tipo di vernice utilizzata.

– DILUENTE NITRO PER PULITURA – Diluente per la pulitura della pistola in fase finale, su questa non è importate la qualità. Due litri bastano per pulire il tutto.

– COMPRESSORE – Importante è la presenza di un regolatore di pressione in uscita e di un separatore di condensa. Utilizzate tubi  classici telati che non si arrotolano. Un compressore da 25 litri già va bene, ma siamo a limite.

– CARTA VETRO – Direi una decina di fogli grana 600 e una decina di fogli grana 800 a umido bastano.

Raccomando di scegliere un fondo di qualità, in quanto per una corretta copertura dei difetti lasciati dalla stuccatura e dalle saldature rimane il metodo migliore. Per quanto riguarda la stesura, di norma bastano due o tre mani di fondo con un intervallo di circa 30 minuti (se fate passare piu’ tempo non importa), consiglio dopo la prima mano di verificare se sono presenti delle imperfezioni. Stesa la prima mano è possibile correggere piccoli difetti con stucco fino. Per evitare colature il metodo migliore è disporre il veicolo ad altezza del busto su di un supporto che ne consenta il corretto movimento intorno senza dover staccare il getto che dovrà essere dato in senso longitudinale alla carrozzeria e incrociato nelle mani successive.
Una volta terminato, passare prima la carta vetro 600 poi quella 800 bagnata in acqua. Il risultato finale deve essere una superficie liscia ed omogenea, pronta alla verniciatura finale.

ATTENZIONE!! Da qui in poi tutti i difetti incorretti rimarranno a vista per sempre!!

5) Verniciatura colore

La fase piu’ difficile di tutto il restauro, da questo momento comincia la “finitura” per cui quello che verrà fuori ora sara’ quello che rimarrà! Per questo motivo consiglio a tutti di portare il telaio pronto ad un carrozziere onesto che con qualche ora di lavoro dovrà: preparare la vernice, passare il diluente antisiliconico, dare due o tre mani di vernice e lasciare asciugare in forno (costo 50-100 euro).

Attenzione!!! alla sovrapposizione di pitture non compatibili: questo grave errore porta alla rimozione della pittura o a raggrinzature. Per di più si rischia la mancata essiccazione del film.

6) Lucidatura

Dopo aver aspettato almeno una settimana dalla verniciatura, bisogna lucidare la superficie per renderla uniforme e lucida come uno specchio, oltre che per rimuovere eventuali pelucchi o polvere che si sono attaccatati durante la verniciatura. Di norma si usano due grane, prima quella più abrasiva poi quella meno. Le marche migliore sono Polish e Retsul. Il metodo migliore è “a mano” con un panno di cotone o ovatta e con movimenti circolari e circoscritti a una piccola area, poi si prosegue su un’altra. Tanta pazienza e olio di gomito.

7) Revisione motore

La revisione del motore sembra una cosa molto difficile ma con un pò di pazienza e tanta buona volontà si ottengono buoni risultati considerando che un meccanico professionista chiede dai 300 ai 500 euro per fare questo lavoro. Vi consiglio quest’ottima guida trovata su internet e che si riferisce a motori di piccoli telai.

8) Rimontaggio

Ecco, ora abbiamo tutto quanto in perfetto stato… il motore è restaurato come da guida… la carrozzeria è stata lucidata a dovere…. non ci resta che acquistare i ricambi che ci servono per sostituire i pezzi malconci e cominciare il lento lavoro di rimontaggio. Dovreste già essere in possesso degli esplosi della carrozzeria utili per il rimontaggio. Se non li avete ancora cercateli su internet. Fate attenzione a non sbattere con le chiavi sulla vernice e cercate di mettere ogni vite con le relative rondelle e controdadi se necessario.
Il primo lavoro in assoluto per cominciare il rimontaggio è il montaggio del bordo scuso, se è previsto e l’inserimento di  guaine ed impianto  elettrico, ricordatevi di cambiare le guaine con quelle del colore giusto sempre e in ogni caso anche se vi sembrano in buono stato.

Se avete seguito i consigli nella paragrafo 1 dello smontaggio dovreste avere ancora conservate le vecchie guaine, bene vi serviranno come riferimento per la lunghezza. E’ buona norma mettere sempre un po di grasso nelle guaine in modo da lubrificare i fili all’interno guaina cosi’ da rendere piu’ morbidi i comandi.
Controllate prima che non ci siano guaine accavallate all’interno del piantone di sterzo, potrebbero provocare il cattivo funzionamento dei comandi del cambio o della frizione.

Una volta inseriti le guaine e l’impianto il passo successivo è la serratura del bloccasterzo che va rigorosamente messa prima del piantone della forcella altrimenti rimane impossibile accedere al canotto almeno per i modelli fino ai primi anni 60. Il modo migliore è di mettere il telaio sotto-sopra e inserirlo dalla parte bassa verso la ruota che ha un buco di maggiori dimensioni. Una volta inserito va poi fatto coincidere con la sua asola e applicata la ghiera a vite.

Adesso è possibile montare con cautela i listelli pedana, precedentemente sagomati prima della verniciatura, e il tappetino sul tunnel se è previsto.

Da qui la cosa migliore da fare è mettere il piantone forcella, visto la necessita’ di muovere il telaio è meglio che sia il piu’ leggero possibile e senza troppi particolari attaccati.

Ora potremmo sistemare il motore con le due viti (o la vite unica per le telaio piccolo) e l’aggancio dell’ammortizzatore in modo da poter mettere le due ruote che unitamente al cavalletto ci daranno la posssibilità di far stare “in piedi” la nostra Vespetta da sola!. Ora man mano potete montare i vari componenti nell’ordine che preferite, non ci sono piu’ parti che possono creare problemi di montaggio prima di altri. Una volta completato tutto mettete la Miscela controllate la ciclistica e via…

Preso spunto da www.vesparestauro.it